"La decisione spetta a te. Nessuno può scegliere per te.”, con questa battuta si chiude il film, e il senso di un remake fatto ad hoc de "La parola ai giurati", di Sidney Lumet. Scegliendo di mantenere invariata la struttura narrativa dell'originale americano, Nikita Mikhalkov raccoglie in una palestra dodici giurati per decidere del destino di un giovane accusato di parricido. Soltanto che questa volta l'imputato è ceceno ed è accusato di aver ucciso il padre adottivo, ufficiale dell'esercito russo. Vediamo il ritorno alla regia di un maestro del cinema mondiale (Oci Ciornie, Pianola meccanica) con una sceneggiatura che è stata plasmata sull'oggi, a esplorare i grandi temi della giustizia (umana e divina) e del libero arbitrio. Massimo Sarzi |